COMUNICATO STAMPA
Si comunicano le date e i luoghi dove L’Italia dei Valori di Scicli raccoglierà le firme per i referendum contro il legittimo impedimento, le centrali nucleari e la privatizzazione dell’acqua.
Domenica 30/05/2010 piazza Busacca dalle 10 alle ore 13
Mercoledi 02/06/2010 Donnalucata Via Marina nei pressi angolo via Casmene dalle 16 alle ore 21
Domenica 06/06/2010 Donnalucata Via Marina nei pressi angolo via Casmene dalle 16 alle ore 21
Domenica 13/06/2010 Sampieri - Via Miramare dalle 16 alle ore 21
Domenica 20/06/2010 Sampieri - Via Miramare dalle 16 alle ore 21
Domenica 27/06/2010 Cava D’Aliga – Lungomare Frine zona Maracaibo dalle 16 alle ore 21
http://www.3referendum.it/
Scicli, 28 Maggio 2010
giovedì 27 maggio 2010
manifestazione in contro la chiusura del Busacca
Venerdì, 27 maggio 2010, alle ore 16:30, presso il Busacca di Scicli, si
terrà una manifestazione per contrastare la chiusura del reparto di
Ortopedia, la notizia della chiusura è ormai sicura....Per quanti
ritengano ingiusta la chiusura del reparto, sono pregati di partecipare e
di spargere la voce quanto più possibil...e circa la manifestazione....
terrà una manifestazione per contrastare la chiusura del reparto di
Ortopedia, la notizia della chiusura è ormai sicura....Per quanti
ritengano ingiusta la chiusura del reparto, sono pregati di partecipare e
di spargere la voce quanto più possibil...e circa la manifestazione....
comunicato stampa Ospedale - chiusura ortopedia
COMUNICATO STAMPA
L’Ortopedia chiude ma non fatelo sapere in giro
La settimana scorsa avevamo osservato che le “nervose” reazioni della dirigenza Asp nei riguardi della manifestazione spontanea di lunedì facevano pensare al fatto che manifestanti ed operatori sanitari non avessero tutti i torti a temere per il futuro dell’Ortopedia e che la stessa dirigenza non gradisse che si chiamassero le cose con il loro vero nome: chiusura? Non ditelo nemmeno per scherzo, guai a chi osasse pronunciare l’orribile parola! E come la dovremmo chiamare la pratica in atto da svariati mesi di sottrarre, senza giustificato motivo apparente, gli interventi a Scicli per dirottarli a Modica, e questo beninteso anche dopo l’intervento di Gilotta in ospedale il 6 aprile in cui affermava “Non accetto distrazioni di pazienti verso Modica, il dottore Elio Padua non potrà più farlo. Ortopedia a Scicli e a Modica è un unico reparto”. Ebbene le “distrazioni” son continuate e continuano tranquillamente; ma comunque tutto questo poco importa, ormai siamo al capolinea: un provvedimento attuativo circolato in copia oggi pomeriggio sancisce : “la degenza ordinaria dell’ortopedia come da decreto verrà concentrata presso il Presidio Ospedaliero di Modica” . Ma comunque non vi fate ingannare : non si chiama chiusura, si chiama “rifunzionalizzazione”. Anche gli inviti, in corso già da qualche tempo, rivolti a gran parte degli operatori a chieder trasferimento altrove, non si fan mica perché si chiude! Ma no: si rifunzionalizza!
Ora il problema non è che noi stupidi sciclitani non ci rendiam conto che il mantenimento di un sistema ospedaliero ottimale come quello che avevamo sia insostenibile. E’ evidente a tutti che questo sistema in mano a politici e/o affaristi ha ridotto l’Italia intera in mutande ed il forte vento grecale che soffia obbliga il popolo (le classi dirigenti e i soliti furbi restano naturalmente esentate dal pagar dazio) a dolorose rinunce persino in termini di perdita di diritti fondamentali come quello alla salute. E’ chiaro che i piccoli ospedali non potranno più esser generalisti: ci si è assuefatti a veder con scandalo una cosa simile; che spreco! Poi magari ben altri sprechi (che però, anziché a molti, hanno il pregio di esser utili a pochi) continuano ad avvenire tranquillamente e senza scandalo alcuno. La nostra preoccupazione è che il progetto di trasformare il Busacca in un Pta in realtà nasconda la volontà di lasciare a Scicli una mega RSA punto e basta. Non c’è un progetto che veda Scicli protagonista per una specialità clinica vera e propria, e pensiamo che in un ottica di comprensorio policentrico l’Ortopedia Sciclitana e la sua solida tradizione avrebbero meritato un po’ di rispetto in più; lo smantellamento di un pezzo importante come l’ortopedia, ci spiegano gli esperti, non può non preludere ad un effetto domino di depauperamento degli altri reparti, in primo luogo di chirurgia, che in tanti vaticinano sarà la prossima a saltare, magari dopo il pensionamento di qualche medico. Ripetiamo non c’è progetto di nulla che abbia a che fare con un efficace presidio per la salute, non diciamo per i territori circostanti, come era prima questa Gloriosa Istituzione, ma nemmeno per gli stessi sciclitani ; ad esempio c’è qualcuno in grado di poter affermare con certezza se almeno si potrà contare su un pronto soccorso all’altezza di poter sopperir almeno in parte al micidiale ridimensionamento della struttura nel suo complesso? O ci possiamo mettere in testa che ogni contuso, ogni ferito anche non troppo grave dovranno partire direttamente per Modica, ammesso che si arrivi vivi e si trovi posto.
Rinnoviamo l’invito , oltre naturalmente che a tutte le altre espressioni della società cittadina, a Sindaco ed Onorevole Ragusa, proprio perché li vogliam sentire “nostri”, sciclitani come noi interessati al bene comune al di là del senso di appartenenza politica, a riprender con energia rinnovata e facendo uso di tutto la loro forza di consenso, una battaglia difficile ma come nessun altra suscettibile a condizionare il passaggio alla storia patria dalla parte dei benemeriti piuttosto che dei dilapidatori. Raccogliamo costruttivamente la critica rivoltaci da un osservatore che ci chiede dove eravamo noi quando Orazio Ragusa lottava : va bene noi non c’eravamo (veramente nemmeno esistevamo) ma il punto è che ora il pallino è in mano a quelli che ci sono e che finiranno per ridurre ad una larva il Busacca e vorremmo che ad esserci ci fossimo pure, e numerosi, quelli che vogliamo impedire lo smantellamento. Non si può pensare che questa battaglia sia il problema di alcune decine di ospedalieri, che oltre a non poter esporsi, alla fine un trasferimento lo potrebbero vedere pure come una liberazione da una condizione di mortificazione professionale, dovendo fra l’altro convivere con colleghi le cui soddisfazioni di carriera appaiono in singolare armonia con i piani riordino dettati dalla dirigenza politica regionale. Questa è una battaglia di tutti gli sciclitani, quelli che c’erano e che non c’erano, ma soprattutto una battaglia per quelli ancora non ci sono perché non sono ancora nati.
Scicli, 26 maggio 2010
Il Commissario Cittadino Il Responsabile Giovani
Guglielmo Ferro Michele Minardo
L’Ortopedia chiude ma non fatelo sapere in giro
La settimana scorsa avevamo osservato che le “nervose” reazioni della dirigenza Asp nei riguardi della manifestazione spontanea di lunedì facevano pensare al fatto che manifestanti ed operatori sanitari non avessero tutti i torti a temere per il futuro dell’Ortopedia e che la stessa dirigenza non gradisse che si chiamassero le cose con il loro vero nome: chiusura? Non ditelo nemmeno per scherzo, guai a chi osasse pronunciare l’orribile parola! E come la dovremmo chiamare la pratica in atto da svariati mesi di sottrarre, senza giustificato motivo apparente, gli interventi a Scicli per dirottarli a Modica, e questo beninteso anche dopo l’intervento di Gilotta in ospedale il 6 aprile in cui affermava “Non accetto distrazioni di pazienti verso Modica, il dottore Elio Padua non potrà più farlo. Ortopedia a Scicli e a Modica è un unico reparto”. Ebbene le “distrazioni” son continuate e continuano tranquillamente; ma comunque tutto questo poco importa, ormai siamo al capolinea: un provvedimento attuativo circolato in copia oggi pomeriggio sancisce : “la degenza ordinaria dell’ortopedia come da decreto verrà concentrata presso il Presidio Ospedaliero di Modica” . Ma comunque non vi fate ingannare : non si chiama chiusura, si chiama “rifunzionalizzazione”. Anche gli inviti, in corso già da qualche tempo, rivolti a gran parte degli operatori a chieder trasferimento altrove, non si fan mica perché si chiude! Ma no: si rifunzionalizza!
Ora il problema non è che noi stupidi sciclitani non ci rendiam conto che il mantenimento di un sistema ospedaliero ottimale come quello che avevamo sia insostenibile. E’ evidente a tutti che questo sistema in mano a politici e/o affaristi ha ridotto l’Italia intera in mutande ed il forte vento grecale che soffia obbliga il popolo (le classi dirigenti e i soliti furbi restano naturalmente esentate dal pagar dazio) a dolorose rinunce persino in termini di perdita di diritti fondamentali come quello alla salute. E’ chiaro che i piccoli ospedali non potranno più esser generalisti: ci si è assuefatti a veder con scandalo una cosa simile; che spreco! Poi magari ben altri sprechi (che però, anziché a molti, hanno il pregio di esser utili a pochi) continuano ad avvenire tranquillamente e senza scandalo alcuno. La nostra preoccupazione è che il progetto di trasformare il Busacca in un Pta in realtà nasconda la volontà di lasciare a Scicli una mega RSA punto e basta. Non c’è un progetto che veda Scicli protagonista per una specialità clinica vera e propria, e pensiamo che in un ottica di comprensorio policentrico l’Ortopedia Sciclitana e la sua solida tradizione avrebbero meritato un po’ di rispetto in più; lo smantellamento di un pezzo importante come l’ortopedia, ci spiegano gli esperti, non può non preludere ad un effetto domino di depauperamento degli altri reparti, in primo luogo di chirurgia, che in tanti vaticinano sarà la prossima a saltare, magari dopo il pensionamento di qualche medico. Ripetiamo non c’è progetto di nulla che abbia a che fare con un efficace presidio per la salute, non diciamo per i territori circostanti, come era prima questa Gloriosa Istituzione, ma nemmeno per gli stessi sciclitani ; ad esempio c’è qualcuno in grado di poter affermare con certezza se almeno si potrà contare su un pronto soccorso all’altezza di poter sopperir almeno in parte al micidiale ridimensionamento della struttura nel suo complesso? O ci possiamo mettere in testa che ogni contuso, ogni ferito anche non troppo grave dovranno partire direttamente per Modica, ammesso che si arrivi vivi e si trovi posto.
Rinnoviamo l’invito , oltre naturalmente che a tutte le altre espressioni della società cittadina, a Sindaco ed Onorevole Ragusa, proprio perché li vogliam sentire “nostri”, sciclitani come noi interessati al bene comune al di là del senso di appartenenza politica, a riprender con energia rinnovata e facendo uso di tutto la loro forza di consenso, una battaglia difficile ma come nessun altra suscettibile a condizionare il passaggio alla storia patria dalla parte dei benemeriti piuttosto che dei dilapidatori. Raccogliamo costruttivamente la critica rivoltaci da un osservatore che ci chiede dove eravamo noi quando Orazio Ragusa lottava : va bene noi non c’eravamo (veramente nemmeno esistevamo) ma il punto è che ora il pallino è in mano a quelli che ci sono e che finiranno per ridurre ad una larva il Busacca e vorremmo che ad esserci ci fossimo pure, e numerosi, quelli che vogliamo impedire lo smantellamento. Non si può pensare che questa battaglia sia il problema di alcune decine di ospedalieri, che oltre a non poter esporsi, alla fine un trasferimento lo potrebbero vedere pure come una liberazione da una condizione di mortificazione professionale, dovendo fra l’altro convivere con colleghi le cui soddisfazioni di carriera appaiono in singolare armonia con i piani riordino dettati dalla dirigenza politica regionale. Questa è una battaglia di tutti gli sciclitani, quelli che c’erano e che non c’erano, ma soprattutto una battaglia per quelli ancora non ci sono perché non sono ancora nati.
Scicli, 26 maggio 2010
Il Commissario Cittadino Il Responsabile Giovani
Guglielmo Ferro Michele Minardo
martedì 18 maggio 2010
La manifestazione di ieri al Reparto Ortopedia del Busacca di Scicli
COMUNICATO STAMPA
La manifestazione di ieri al Reparto Ortopedia del Busacca ci suggerisce le seguenti considerazioni:
1)La manifestazione era cosa minuscola con ridottissima partecipazione di cittadini, eppure ha destato scalpore e reazioni nervose da parte della dirigenza Asp che è arrivata a minacciare denunce di interruzione di pubblico servizio. Tanto nervosismo ci fa pensare che i timori di chi manifestava forse non erano infondati, i manovratori temono il disturbo, rifiutano persino che si usino certe parole: se chiami la chiusura “rifunzionalizzazione” la chiusura non c’è più .
2)Se quattro gatti fanno questo effetto, forse non è ancora tutto perduto per il Busacca. Le rappresentanze politiche e sociali di questo paese che hanno voglia di preservare l’ospedale, che è rimasto uno degli ultimi e più pregiati pezzi del patrimonio comune di Scicli potrebbero spendersi in un ulteriore sforzo per coinvolgere la popolazione in una mobilitazione attorno a una questione di vitale importanza per l’intera collettività al di là delle appartenenze politiche.
3)In effetti noi siamo pessimisti sul futuro del Busacca come Ospedale nel senso comune, nel senso in cui finora lo abbiamo conosciuto: ci rendiamo perfettamente conto che le nostre vicende sono infima cosa rispetto a disegni di ordine regionale nei quali la stessa Provincia di Ragusa ha un peso politico irrilevante e nei quali gioca un ruolo determinante per la volontà politica di favorire vecchi e nuovi attori privati particolarmente nelle specialità di maggior pregio economico. Tendenza quest’ultima dilagante a livello nazionale e le cui implicazioni evitiamo di commentare in questa sede (ci verrebbe ad esempio voglia di dire che dubitiamo che questa sia la strada della lotta agli sprechi…anzi CON LE RISORSE CHE DOVREBBERO ESSERE DESTINATE ALLA SANITA' PUBBLICA SI RINNOVANO LE CONVENZIONI AI PRIVATI e a quanto pare non sempre a condizioni di efficienza). Vi sono tuttavia delle battaglie che anche se appaiono perse in partenza vale la pena di combattere: c’è una politica nazionale e regionale che per scelta ideologica, ne siamo convinti, anche per il senso degli affari, alla fine realizzerà l’effetto pratico di privare i cittadini di importanti quote del diritto alla salute; PREVEDIAMO (facili profeti) UN FUTURO IN CUI NOI E I NOSTRI CARI SAREMO RICOVERATI MAGARI IN QUALCHE BELLA CLINICA PRIVATA DI RAGUSA per patologie che prima si sarebbero potute curare nella struttura pubblica di Scicli; eppure noi abbiamo il dovere civile di non consentire che questo avvenga in silenzio e dobbiamo anche avere la dignità di ridere in faccia ai gestori dello smantellamento che vengono fin qui a raccontarci delle sorti magnifiche e progressive della sanità riordinata, quando la realtà dei fatti ci appare tutt’altra: i soldi si son finiti, ma non per tutto, solo per i malati e per la salute della gente !
4)Per quanto detto ci sembra giusto invitare, il Sindaco, gli amministratori, tutti i partiti, i parlamentari, i sindacati, le associazioni, i lavoratori e tutti i cittadini sensibili alla problematica a prendere pubblica posizione e predisporre un pubblico dibattito sul futuro del Busacca, ed eventualmente a costituire un comitato permanente di vigilanza e di mobilitazione popolare, insomma a metter in atto ogni sforzo che sia il più possibile efficace a preservare dalla scomparsa una Istituzione che, forse non ci si rende conto abbastanza, è stata ed è anche un grande motivo di orgoglio per Scicli oltre che un bene preziosissimo. Occuparsi di questo sarebbe opera assai più meritoria di quelle propagandate sui muri con spreco di futili manifestini autoreferenziali. Riteniamo che alla nostra generazione di Sciclitani sia toccato in sorte questo esame di dignità che prescinde dal colore delle casacche: riusciremo a farci togliere il nobile patrimonio lasciatoci dai nostri avi senza muovere un dito? Mossi solo da interessi personali o di parte ? O prima di arrenderci potremo almeno dire di aver provato a difenderci ? E soprattutto i due più importanti politici di Scicli, il Sindaco e l’On. Ragusa, che in occasione delle rispettive elezioni dimostrarono indiscutibili forza e prestigio personale nella capacità di un coinvolgimento popolare che raramente in questo paese si è visto, saranno disponibili a sprecare tanto credito rassegnandosi ad essere gli inermi spettatori di quest’ulteriore declassamento della nostra città ? Ci rifiutiamo di crederlo e siamo certi che anche loro non vogliono passare alla storia con questa medaglia, così come siamo certi che l’intera cittadinanza, a prescindere dalle opinioni politiche, non li lascerebbe soli in una battaglia così importante per tutti.
Scicli, 18 maggio 2010
Il Commissario Cittadino Il Responsabile Giovani
Guglielmo Ferro Michele Minardo
La manifestazione di ieri al Reparto Ortopedia del Busacca ci suggerisce le seguenti considerazioni:
1)La manifestazione era cosa minuscola con ridottissima partecipazione di cittadini, eppure ha destato scalpore e reazioni nervose da parte della dirigenza Asp che è arrivata a minacciare denunce di interruzione di pubblico servizio. Tanto nervosismo ci fa pensare che i timori di chi manifestava forse non erano infondati, i manovratori temono il disturbo, rifiutano persino che si usino certe parole: se chiami la chiusura “rifunzionalizzazione” la chiusura non c’è più .
2)Se quattro gatti fanno questo effetto, forse non è ancora tutto perduto per il Busacca. Le rappresentanze politiche e sociali di questo paese che hanno voglia di preservare l’ospedale, che è rimasto uno degli ultimi e più pregiati pezzi del patrimonio comune di Scicli potrebbero spendersi in un ulteriore sforzo per coinvolgere la popolazione in una mobilitazione attorno a una questione di vitale importanza per l’intera collettività al di là delle appartenenze politiche.
3)In effetti noi siamo pessimisti sul futuro del Busacca come Ospedale nel senso comune, nel senso in cui finora lo abbiamo conosciuto: ci rendiamo perfettamente conto che le nostre vicende sono infima cosa rispetto a disegni di ordine regionale nei quali la stessa Provincia di Ragusa ha un peso politico irrilevante e nei quali gioca un ruolo determinante per la volontà politica di favorire vecchi e nuovi attori privati particolarmente nelle specialità di maggior pregio economico. Tendenza quest’ultima dilagante a livello nazionale e le cui implicazioni evitiamo di commentare in questa sede (ci verrebbe ad esempio voglia di dire che dubitiamo che questa sia la strada della lotta agli sprechi…anzi CON LE RISORSE CHE DOVREBBERO ESSERE DESTINATE ALLA SANITA' PUBBLICA SI RINNOVANO LE CONVENZIONI AI PRIVATI e a quanto pare non sempre a condizioni di efficienza). Vi sono tuttavia delle battaglie che anche se appaiono perse in partenza vale la pena di combattere: c’è una politica nazionale e regionale che per scelta ideologica, ne siamo convinti, anche per il senso degli affari, alla fine realizzerà l’effetto pratico di privare i cittadini di importanti quote del diritto alla salute; PREVEDIAMO (facili profeti) UN FUTURO IN CUI NOI E I NOSTRI CARI SAREMO RICOVERATI MAGARI IN QUALCHE BELLA CLINICA PRIVATA DI RAGUSA per patologie che prima si sarebbero potute curare nella struttura pubblica di Scicli; eppure noi abbiamo il dovere civile di non consentire che questo avvenga in silenzio e dobbiamo anche avere la dignità di ridere in faccia ai gestori dello smantellamento che vengono fin qui a raccontarci delle sorti magnifiche e progressive della sanità riordinata, quando la realtà dei fatti ci appare tutt’altra: i soldi si son finiti, ma non per tutto, solo per i malati e per la salute della gente !
4)Per quanto detto ci sembra giusto invitare, il Sindaco, gli amministratori, tutti i partiti, i parlamentari, i sindacati, le associazioni, i lavoratori e tutti i cittadini sensibili alla problematica a prendere pubblica posizione e predisporre un pubblico dibattito sul futuro del Busacca, ed eventualmente a costituire un comitato permanente di vigilanza e di mobilitazione popolare, insomma a metter in atto ogni sforzo che sia il più possibile efficace a preservare dalla scomparsa una Istituzione che, forse non ci si rende conto abbastanza, è stata ed è anche un grande motivo di orgoglio per Scicli oltre che un bene preziosissimo. Occuparsi di questo sarebbe opera assai più meritoria di quelle propagandate sui muri con spreco di futili manifestini autoreferenziali. Riteniamo che alla nostra generazione di Sciclitani sia toccato in sorte questo esame di dignità che prescinde dal colore delle casacche: riusciremo a farci togliere il nobile patrimonio lasciatoci dai nostri avi senza muovere un dito? Mossi solo da interessi personali o di parte ? O prima di arrenderci potremo almeno dire di aver provato a difenderci ? E soprattutto i due più importanti politici di Scicli, il Sindaco e l’On. Ragusa, che in occasione delle rispettive elezioni dimostrarono indiscutibili forza e prestigio personale nella capacità di un coinvolgimento popolare che raramente in questo paese si è visto, saranno disponibili a sprecare tanto credito rassegnandosi ad essere gli inermi spettatori di quest’ulteriore declassamento della nostra città ? Ci rifiutiamo di crederlo e siamo certi che anche loro non vogliono passare alla storia con questa medaglia, così come siamo certi che l’intera cittadinanza, a prescindere dalle opinioni politiche, non li lascerebbe soli in una battaglia così importante per tutti.
Scicli, 18 maggio 2010
Il Commissario Cittadino Il Responsabile Giovani
Guglielmo Ferro Michele Minardo
giovedì 6 maggio 2010
Referendum IdV: Acqua, Nucleare, Legittimo impedimento
comunichiamo le date per la raccolta delle firme per il referendum a Scicli.
vi aspettiamo !
a presto
9/05/2010 piazza Busacca dalle 10 alle 13
16/05/2010 piazza Italia dalle 10 alle 13
23/05/2010 piazza Italia dalle 10 alle 13
30/05/2010 piazza Busacca dalle 10 alle 13
http://www.3referendum.it/
vi aspettiamo !
a presto
9/05/2010 piazza Busacca dalle 10 alle 13
16/05/2010 piazza Italia dalle 10 alle 13
23/05/2010 piazza Italia dalle 10 alle 13
30/05/2010 piazza Busacca dalle 10 alle 13
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